Parte da Fasano una grande mobilitazione per fermare la Xylella

di Redazione Go Fasano mercoledì, 2 gennaio 2019 ore 05:30

L’altro giorno si è tenuto un primo incontro organizzativo

FASANO – Lunedì scorso a Fasano, presso la sede della Cooperativa “Progresso Agricolo”, si è tenuto un primo incontro organizzativo per dare vita ad una grande mobilitazione del mondo agricolo e non solo, per sollecitare le istituzioni competenti a bloccare, con gli strumenti previsti dalla scienza e dalle norme, l’avanzare della Xylella fastidiosa.
 
Qualche settimana fa un albero infetto dal batterio, che ha falcidiato decine di migliaia di ettari di uliveti nel Salento, è stato ritrovato nel Fasanese (nella Piana degli ulivi millenari), e l’altro giorno un’altra pianta di ulivo infetta è stata riscontrata nelle campagne di Monopoli.
 
E proprio da Fasano e da Monopoli partirà una grande mobilitazione.
 
Nel corso del primo incontro organizzativo, tenutosi su iniziativa del consigliere regionale Fabiano Amati, una cinquantina di persone di Fasano, Monopoli e Ostuni - non solo rappresentanti delle associazioni agricole e del mondo delle cooperative e dei vivai (erano presenti rappresentanti della Cia – Agricoltori Italiani, di Confagricoltura, di LegaCoop, della Associazione nazionale vivaisti), ma anche tantissimi imprenditori agricoli, frantoiani, tecnici, associazioni (era presente il Comitato anti Xylella di Ostuni) e rappresentanti della società civile, ed anche i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Fasano e Monopoli (il sindaco di Monopoli, Angelo Annese ed il delegato alla agricoltura del Comune monopolitano, Giovanni Martellotta,  e l’assessore alla agricoltura del Comune di Fasano, Gianluca Cisternino) – si sono impegnate a dare vita ad una prima grande manifestazione che si terrà il 12 gennaio a Monopoli con lo slogan “Si, combatto Xylella” con “3 Si” da sostenere: “si, per il paesaggio, la produttività e la scienza”.
 
Nel corso dell’incontro è stato da più parti sostenuto come i ritardi generati dalla politica, dalla burocrazia, dalla giustizia, hanno determinato l’avanzata del batterio Xylella  di decine di chilometri al mese. Ed è stato ribadito il sostegno alla scienza, per mettere in atto quello che è previsto dalle norme per bloccare l’avanzata ulteriore del batterio verso il nord della Puglia. Intanto le eradicazioni ma anche le buone pratiche agricole. 
 
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  1. pastore giovanni 2 gennaio 2019, ore 15:05

    Emergono problemi di degrado e di sofferenza che possono essere facilmente apprezzate con manifestazioni per il paesaggio e la produttività,ma difficilmente con quella scienza che dal 2013 ha prodotto ricette palesemente fallite.Di materiale su cui discutere ce n'è,eccome,purchè non si neghi che i tentativi con metodi più o meno scientifici ci hanno riportato all'alba del problema. Una collezione di miscele di rame,zinco,acido citrico,olio di arancio dolce (ricetta ministeriale) di cui si possono dedurre gli effetti che nella realtà non ci sono.Speriamo che non sia, ancora una volta, un incontro per creare grande confusione,miracolose barriere naturali che, insieme al disallineamento fra norme regionali-ministeriali e direttive europee, lasci spazio al tempo tiranno e presagio di un tramonto più o meno veloce delle nostre piante millenarie.

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