Diciotto anni fa l'omicidio di Valerio Gentile

di Redazione Go Fasano mercoledì, 16 marzo 2011 ore 04:35
Un caso che rimane ancora avvolto nel mistero e nelle falsità.

Valerio Gentile

FASANO – 16 marzo 1993: si scrive un’altra pagina triste della storia di Fasano. Esattamente 18 anni fa venne, infatti, ritrovato il corpo del giovane fasanese Valerio Gentile.
Sono trascorsi 18 anni da quel barbaro omicidio. Diciotto anni e gli assassini del 17enne fasanese non hanno ancora un nome e chissà se lo avranno mai.


Come appurato dalle indagini Valerio Gentile fu assassinato il 14 marzo del 1993 (era una domenica). I suoi assassini lo massacrarono a colpi di pietra e lo soffocarono. Il suo corpo venne ritrovato, sulle colline tra Fasano e Monopoli, all’interno del bosco di “Scoppettella”, a distanza di due giorni (proprio il 16 marzo), dai volontari dell’Azione Cattolica che erano impegnati, insieme alle forze dell’ordine, nelle ricerche.

 

Gli investigatori, ricostruendo le ultime ore di vita del giovane, accertarono che Valerio la domenica mattina aveva partecipato alla messa nella chiesa della Salette, al termine della quale era salito a bordo di uno scooter in compagnia, forse, di due persone. A dare l’allarme fu il padre, preoccupato per l’insolito ritardo del figlio nel rincasare. Con il trascorrere delle ore, la paura che al ragazzo potesse essere accaduto qualcosa diventò sempre più concreta e i familiari decisero di coinvolgere nelle ricerche le forze dell’ordine. Per due giorni non si trovò nessuna traccia. Il corpo di Valerio venne ritrovato il 16 marzo in un boschetto della Selva. Massacrato a colpi di pietra, strangolato e soffocato: fu il risultato dell’autopsia che fu compiuta sul corpo del povero Valerio.

 

Sull’omicidio indagarono i carabinieri che ascoltarono i familiari, gli amici, i compagni di scuola del ragazzo. Dalle numerose dichiarazioni raccolte dai militari dell’Arma non venne fuori nulla. La svolta nelle indagini arrivò il 9 luglio del 1993. Quel giorno un giovane fasanese, accompagnato in caserma per un controllo nell’ambito di un’altra vicenda, vuotò il sacco sull’omicidio. Dopo tre giorni quattro adolescenti finirono in manette. Dopo qualche giorno due giovanissimi indagati uscirono definitivamente dall'inchiesta; per gli altri due l'assoluzione è arrivata a conclusione dei tre gradi di giudizio e così, a 18 anni da quel brutale omicidio, i carnefici di Valerio non hanno ancora un nome. Per la pubblica accusa, se non ci sono colpevoli per quell’efferato delitto, la colpa è dei tanti che sapevano e non hanno detto, anzi hanno mentito.

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