Inchiesta sull'ufficiale giudiziario in servizio a Fasano: chiuse le indagini

di Redazione Go Fasano venerdì, 10 giugno 2011 ore 08:08
Si va verso il rinvio a giudizio del funzionario

FASANO – Aveva destato scalpore diverse settimane fa la notizia di una indagine a carico di un ufficiale giudiziario in servizio presso la sezione distaccata di Fasano del Tribunale di Brindisi per ipotesi di reato che andavano dal peculato, all’abuso in atti di ufficio al falso materiale.
L’ufficiale giudiziario, in pratica, avrebbe approfittato del suo ruolo per trarre una serie di benefici personali. Questa era la ipotesi sulla quale si stavano sviluppando le indagini della Procura brindisina.

 

Indagini che sono state dichiarate chiuse nei giorni scorsi proprio dalla Procura della Repubblica di Brindisi. In base a quanto riportato oggi (10 giugno) nella edizione di Brindisi della “Gazzetta del Mezzogiorno” la Procura ha chiuso l’indagine sull’ufficiale giudiziario in servizio a Fasano ed ha notificato al funzionario il relativo avviso. Avviso di conclusione delle indagini nel quale sono riportati i fatti che vengono contestati all’ufficiale giudiziario dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori e che si riferiscono al periodo compreso tra il 2000 e la metà di dicembre del 2007.

 

“Quale ufficiale giudiziario dirigente in servizio presso l’Ufficio Unep del tribunale di Brindisi – sezione distaccata di Fasano – riporta testualmente l’avviso di conclusione delle indagini -, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, omettendo la registrazione obbligatoria delle richieste di esecuzione di pignoramenti pervenute dalle parti private sui prescritti registri, ed eseguendo i relativi pignoramenti con la formazione di formali verbali cui attribuiva un falso numero di registrazione modello, dopo aver acquisito la materiale disponibilità delle somme costituite dai diritti, dalle indennità di trasferta e dalla tassa erariale del 10% sulle trasferte, a lei corrisposte dalla parte che aveva chiesto l’esecuzione, se ne appropriava si procurava un ingiusto vantaggio patrimoniale”.

 

Per il magistrato inquirente, l’ufficiale giudiziario in servizio presso gli uffici giudiziari fasanesi – sempre in base a quanto riporta “La Gazzetta del Mezzogiorno” -  non registrando “le richieste di esecuzioni di pignoramenti pervenute dalle parti private sui prescritti registri, ma eseguendo i relativi pignoramenti, intenzionalmente si procurava un ingiusto vantaggio patrimoniale costituito dalla tassa erariale e dai diritti (corrisposti dalle parti private) e dall’omesso versamento dell’Irpef sul 50% delle indennità di trasferta percepite”.

 

A quanto pare ai legali dell’ufficiale giudiziario, gli avvocati Leonardo Musa e Marcello Zizzi, sono stati consegnati, contestualmente all’avviso di conclusione delle indagini, anche gli specchi in cui vengono riepilogate le somme di cui si sarebbe appropriato l’ufficiale giudiziario.
L’indagine in questione è stata particolarmente complessa ed è durata diversi anni. Sarebbero state oltre mille le conversazioni intercettate e registrate dagli investigatori, nel corso delle intercettazioni telefoniche eseguire per diversi mesi sia sul cellulare dell’ufficiale giudiziario che sulla linea telefonica fissa degli uffici giudiziari fasanesi.

 

Nessuna misura interdittiva è stata, comunque, emessa a carico dell’ufficiale giudiziario: la Procura, infatti, per due volte ha chiesto al gip l’applicazione di una misura interdittiva, ma il giudice in entrambe le occasioni ha respinto la richiesta. Ora, l’indagine è conclusa. E l’avviso di conclusione della indagine fa preludere ad una richiesta di rinvio a giudizio.

 

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