I messaggeri della lettura

di Paola Vinci sabato, 25 aprile 2015 ore 07:03

Si è svolta la "Notte di Inchiostro di Puglia" presso la scuola Pascoli di Fasano. LE FOTO.

FASANO- Leggo perché... "Una vita non mi basta", "non so volare", "perché mi porta in contrade lontane", "perché nutro il mio cervello", "per non essere solo".
 
Ci sono infiniti motivi per cui un uomo legge, ma il più bello è perché qualsiasi libro è meglio di nessun libro, perché piano piano un libro ti conduce ad un altro, fino a giungere al meglio. 
 
Per questi motivi si è sviluppata l’iniziativa “La Notte di Inchiostro di Puglia”, nata dall’idea del blogger Michele Galgano, tarantino di nascita e trapiantato a Milano per lavoro. 
 
L’evento si è tenuto ieri, venerdì 24 aprile, presso la scuola secondaria di primo grado Bianco-Pascoli- sede Pascoli, e ha coinvolto simultaneamente l’intera Puglia. 
 
Si tratta di una rivoluzione culturale – quella pensata dall’associazione – per dimostrare come la Puglia - che secondo le statistiche è la regione che legge meno, in una nazione che legge poco - possa ritrovarsi intorno alle parole, alle idee e alla lettura. 
 
Dopo i saluti della padrona di casa, la dirigente scolastica Marilena Abate Paolo la quale si dichiara orgogliosa dei suoi alunni, e l'intervento del consigliere regionale Fabiano Amati, si sono susseguite a partire dalle 17.00 le varie attività. 
 
Dopo un laboratorio di lettura delle classi prime e seconde, si è passati ad una gara di lettura delle classi prime. 
 
Per poi coinvolgere gli spettatori nella presentazione del libro "E la felicità, prof?" di G. Visitilli. 
 
Un professore di lettere del nostro Sud che crede sul serio nel potere della scuola come strumento per formare cittadini consapevoli e favorire la mobilità sociale. La sua voce è delicata vicino gli studenti, i suoi adolescenti si rivelano "innovativi", in grado di pensare e dire cose "inaspettate". 
 
La scuola vista dai loro occhi non ha valore, gli adulti con i paraocchi proseguono la loro vita. Educare per Visitilli significa cercare la felicità, una felicità che si può raggiungere anche se con fatica. 
 
Alunni autistici, stranieri, con padri minacciati per via del pizzo, o gravidanze inattese, o sorelle in coma, alunni che arrivano persino a suicidarsi. Sono storie di vita, di amore, di malattia, di diversità (etnica, economica, sessuale), miste a integrazione, violenza, droga, memoria storica, anoressia, guerra. 
 
Si discute poi sul tema della violenza sulle donne attraverso i testi teatrali dal titolo "Ferite a morte" di Serena Dandini, la quale con grande semplicità, accompagnata dalla chitarra e dalla voce solista Antonella Carone, parla dei delitti annunciati, degli omicidi di donne da parte degli uomini che avrebbero dovuto amarle e proteggerle. 
 
Non a caso i colpevoli sono spesso mariti, fidanzati o ex, una strage familiare che, con un’impressionante cadenza, continua tristemente a riempire le pagine della nostra cronaca quotidiana. 
 
Dietro le persiane chiuse delle case italiane si nasconde una sofferenza silenziosa e l’omicidio è solo la punta di un iceberg di un percorso di soprusi e dolore che risponde al nome di violenza domestica. 
 
Per questo non bisogna smettere di parlarne e cercare, anche attraverso il teatro, di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica. 
In chiusura Antonella Adriani ha presentato il suo libro "Storia di una narratrice in fuga", la storia di Nennella, per gli amici, che cerca in tutti i modi la libertà da una violenza, da una costrizione, da una prigionia seguendo il volo delle rondini e il disegno delle nuvole come emblema di libertà. 
 
La giornata si è conclusa tra poesia e pizzica, perché le arti sono strettamente collegate tra di loro.
 
Tempo stimato di lettura: 1’ 20’’

Attribuzione - Non commerciale

   

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