Il dialetto e le tradizioni fasanesi con “Camėnanne camėnanne”

di Marisa Cassone lunedģ, 18 maggio 2015 ore 08:09

Ieri, nel centro antico, uno spettacolo itinerante a cura della scuola media “Bianco-Pascoli”. LE FOTO

FASANO- La forza e il valore delle tradizioni e del dialetto fasanese hanno animato ieri sera, domenica 17 maggio, il centro antico della città che per l’occasione ha ospitato “Camënanne camënanne”, lo spettacolo itinerante curato dalla scuola secondaria di primo grado  “Bianco-Pascoli”.
Un’iniziativa a conclusione del progetto organizzato dall’istituto scolastico per valorizzare le tradizioni e il dialetto locale.
 
Uno spettacolo itinerante che ha compreso sette “stazioni” nelle viuzze del centro storico, attirando i curiosi spettatori tra balli, musica e recitazioni in vernacolo. Il tutto ha preso il via in piazza Ciaia con l’esibizione dell’orchestra della scuola. A seguire, presso l’Arco del Balì è stato possibile assistere alla declamazione di poesie in vernacolo accompagnate dalla musica di un pianoforte. Da lì ci si poteva spostare poi in largo Seggio, dove venivano trasmesse su uno schermo le immagini più belle e significative di alcuni scorci della città, e in largo San Giovanni Battista tra pizzica e quadriglia e altri balli tradizionali, in collaborazione con l’associazione “Impronte di Puglia”. Davanti alla chiesetta della Madonna delle Grazie si è dato voce ai personaggi che hanno dato lustro alla città: Ignazio Ciaia,  Anna Teresa Stella Goffredi, Beniamino Bianco, i sindaci Giambattista Colucci e Maria Chieco Bianchi, interpretati dagli studenti. I Portici delle Teresiane sono stati location della penultima tappa dello spettacolo itinerante, tra la musica delle chitarre e la recitazione di proverbi e aneddoti fasanesi. La serata si è conclusa in piazza Mercato Vecchio con una degustazione dei piatti tipici, ovvero orecchiette, frittelle e polpette, in collaborazione con l’istituto alberghiero “G. Salvemini”, e una visita al Museo della Casa alla Fasanese allietati dalla musica popolare.
 
Le basi culturali del popolo fasanese hanno avuto una potente forza attrattiva tanto da colmare di gente il centro antico in una semplice serata domenicale.
 
 
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