Tra realtà e finzione "L'arte della commedia" convince tutti

di Redazione Go Fasano lunedì, 9 novembre 2015 ore 09:00
Quinto appuntamento con il Festival nazionale di teatro amatoriale “Di scena a Fasano”
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FASANO- Il rapporto tra realtà e finzione ha caratterizzato la quinta serata della settima edizione del Festival nazionale di teatro amatoriale “Di Scena a Fasano” organizzato dal gruppo di attività teatrali “Peppino Mancini” e patrocinato dal Comune di Fasano con la partecipazione della “Uilt” (Unione Italiana Libero Teatro).
 
Merito dei bravissimi attori della “Compagnia dell’Eclissi” di Salerno che ieri sera, domenica 8 novembre, ha portato in scena al Teatro Sociale uno dei tanti capolavori del “maestro” Eduardo De Filippo: “L’art della commedia” (riduzione e adattamento di Felice Avella) per la regia di Marcello Andria.
 
La trama. Oreste Campese (Felice Avella), capocomico di una compagnia di guitti, si reca da De Caro (Ernesto Fava), prefetto di un capoluogo di provincia appena insediato, e gli espone i problemi della compagnia. I due discutono sulla crisi del teatro, sul ruolo dell'attore, sui repertori e infine sul rapporto tra finzione e realtà, manifestando profonde divergenze. 
 
Campese invita il prefetto al suo spettacolo, sperando che la presenza di un’autorità possa invogliare la gente ad andare a teatro; De Caro, però rifiuta e lo congeda bruscamente. Ma Campese si appropria di una lista di persone che devono essere ricevute e lancia una sfida: sarà in grado De Caro di distinguere fra le persone reali e i suoi attori travestiti? Dal prefetto si avvicendano  il medico Quinti Bassetti (Enzo Tota), il parroco padre Salvati (Geppino Gentile), la maestra Lucia Petrella (Anna Maria Fusco Girard) e il farmacista Girolamo Pica (Andrea Iannone) che avevano chiesto udienza presentando i loro casi e lui e il suo segretario Giacomo Franci (Leandro Cioffi), nuovo del luogo, non riescono a capire se sono reali o se sono attori della compagnia. Nemmeno quando arriva il Maresciallo che dovrebbe arrestare Campese. 
 
In questa opera Eduardo De Filippo non risolve l'enigma e lascia non solo il prefetto e il suo segretario ma anche il pubblico nel dubbio se coloro che si sono avvicendati davanti all'autorità per esporre le loro singolari storie di vita siano davvero un medico, un prete, una maestra, un farmacista, o siano solo degli attori che si fingono tali. Se dal punto di vista del prefetto è molto importante che l'enigma si risolva (soprattutto quando ha il dubbio di trovarsi di fronte al suicidio del farmacista), per il capocomico Campese non è poi così importante appurare se si tratti di realtà o di finzione. 
 
Decisamente convincente la prova degli attori che hanno, meritatamente, incassato applausi a scena aperta dal numeroso pubblico presente. Di sicuro impatto la scenografica con un doppio palco rappresentato, sullo sfondo, da una riproduzione tridimensionale del Teatro San Carlo di Napoli mentre la scena si svolge interamente nell’ufficio del prefetto. 
 
Il prossimo appuntamento - ultimo spettacolo in concorso – andrà in scena sabato prossimo 14 novembre. A calcare il palcoscenico del Teatro Sociale sarà la compagnia “Arte povera” di Mogliano Veneto (Treviso) con lo spettacolo “Troiane” di Euripide per la regia di Francesco Boschiero. Sipario alle ore 21,00.
 
 
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