Simone Cristicchi al teatro Kennedy per non dimenticare

di Marisa Cassone venerdì, 4 marzo 2016 ore 08:30

Ieri, in memoria del genocidio delle foibe, “Magazzino 18” per la rassegna Fasanomusica. LE FOTO

FASANO- Il genocidio delle foibe e l’esodo di migliaia di italiani: una vicenda complessa ma poco conosciuta, protagonista ieri sera, giovedì 3 marzo, dello spettacolo “Magazzino 18” con il cantautore Simone Cristicchi e con la straordinaria partecipazione del coro della scuola media “Bianco-Pascoli” di Fasano, così come previsto dal cartellone della 33esima rassegna concertistica “Fasanomusica”.
 
Scritto da Cristicchi e Jan Bernas e diretto da Antonio Calenda, “Magazzino 18” prende il titolo proprio da quel magazzino sul porto di Trieste contenente tutti gli affetti personali degli italiani costretti a lasciare l’Istria, Fiume e la Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale. Un grande esodo che vide partire più di 300mila istriani e dalmati. Territori che videro il genocidio delle foibe, bombardamenti e stragi. “L’Italia dentro la buca” ha recitato una canzone durante lo spettacolo, per ricordare appunto le foibe, l’abisso, quelle cave profonde come un imbuto rovesciato.
 
Non un monumento in memoria di tutto questo ma tante piccole testimonianze, tanti oggetti in quel magazzino che raccontano tante vita. Cristicchi infatti parte dagli oggetti per portare alle luce  ogni vita, creando un reportage storico in una forma nuova definita “musical civile”.
 
Accompagnato così da 28 ragazzi della scuola media "Bianco-Pascoli", il cantautore e attore romano ha interpretato l’archivista Persichetti, giunto al Magazzino 18 per archiviare arredi e oggetti vari senza conoscerne l’origine e la storia, che invece scoprirà pian piano.
“Un immenso trasloco di cose che nessuno ha mai reclamato. Tutto il contenuto di un’intera città” diceva tra sé l’archivista, sorpreso e amareggiato alla scoperta delle tristi vicende che colpirono quei posti.
 
Il 90% degli italiani partì per l'esodo. "Potevi scegliere se diventare jugoslavo o restare italiano". Il giornalista Indro Montanelli scrisse "Italiani due volte: la prima per nascita, la seconda per scelta", riferendosi a chi decise duramente di lasciare la terra d’origine in cerca di una vita migliore.
 
“L’11esimo comandamento: non dimenticare” ha ribadito Cristicchi durante la serata che ha commosso l’intero pubblico, lanciando un vero e proprio messaggio di speranza affinché vicende come questa non si ripetano nel tempo.
 
 
 
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