“Gli eroi di Via Fani”: la memoria come valore e forza per presente e futuro

di Marisa Cassone venerdì, 20 aprile 2018 ore 06:05

Presentato ieri mattina il libro dedicato ai cinque agenti scomparsi durante la strage di via Fani. LE FOTO

 

FASANO - Il giornalista e scrittore Filippo Boni è stato ospite ieri mattina, giovedì 19 aprile, di un’iniziativa intitolata “Tra storia e memoria. Dalla nascita della Repubblica agli Anni di Piombo”, curata dalla scuola secondaria di primo grado “G. Bianco- G. Pascoli” di Fasano in collaborazione con il Presidio del Libro.
 
L’incontro si è tenuto nell’Auditorium dell’IISS “G. Salvemini”, dove la prof.ssa Mavi Mancini ha intervistato l’autore del libro “Gli eroi di Via Fani. I cinque agenti della scorta di Aldo Moro: chi erano e perché vivono ancora”, intervallata dalle letture e dalle domande poste dai giovani alunni.
 
«Sono trascorsi troppi pochi anni per fare storia: questa è memoria che si fa attraverso le testimonianze di chi ha visto e di chi ha vissuto – ha affermato Boni - Il 16 marzo 1978, con la stage di Via Fani è cambiata la nostra storia. Quel massacro ha rafforzato la consapevolezza dell'essere cittadino. Gli Anni di Piombo per molti aspetti sono ancora vivi perché ci sono ferite che non si sono rimarginate e figure che non si sono pentite. È fondamentale, quindi, avere radici solide per migliorare. Il dolore e la tragedia ci offrono una seconda possibilità per ricostruire la nostra vita».
 
Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e il fasanese Francesco Zizzi, erano gli uomini della scorta di Aldo Moro. Per anni, l’attenzione è stata incentrata sui colpevoli della strage ma poco è stato detto delle vittime. Filippo Boni, con il suo libro, racconta, attraverso testimonianze di familiari e amici, chi erano davvero questi eroi.
 
«Il titolo del libro è stato scelto dalla casa editrice. Il manoscritto da me realizzato si intitolava "Muoio per Te", per sottolineare la morte di quei cinque uomini per Aldo Moro, per la Costituzione, per il futuro, ma soprattutto la morte di Franco Zizzi per la sua Valeria, futura moglie – ha proseguito Boni - Morire per lo Stato e per la propria donna, la quale decise di non sposarsi mai e non avere figli perché il senso dell'amore era morto con il suo Franco, il vero amore in frantumi».
 
I ragazzi hanno donato all'autore le loro lettere ideali indirizzate agli agenti della scorta.
 
«Uomini che hanno sacrificato la loro vita per rendere il nostro futuro migliore», hanno scritto gli studenti della “Bianco–Pascoli” che hanno realizzato anche un video intitolato “Sempre e per sempre dalla parte dello Stato”, dimostrando l’impegno e le conoscenze apprese durante la realizzazione del progetto.
 
Tempo stimato di lettura: 40''

 

Attribuzione - Non commerciale

   

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