Binario zero: il non luogo dove si “baratta” una storia per un po’ di latte

di Barbara Castellano domenica, 30 dicembre 2018 ore 05:30

Claudio De Martino, Giuseppe Gagliardi e Donato Marino hanno presentato “Binario zero. Storie da foglio di via” nella Sala di Rappresentanza

FASANO – Spesso i giornali li chiamano “angeli della notte” mentre loro si sentono solo uomini ordinari: sono i volontari che dedicano qualche ora della propria settimana ai senzatetto. A Foggia si impegnano attivamente nell’associazione Fratelli della Stazione “barattando” le storie di chi vive ai margini della società per un po’ di latte caldo e una manciata di biscotti. Storie che non potevano rimanere silenti nella polvere e che hanno trovato voce grazie al libro “Binario zero. Storie da foglio di via” edito dal giornale di strada “FogliodiVia”. Ieri sera (29 dicembre), nella Sala di Rappresentanza di Palazzo di Città, il consigliere comunale Donato Marino ha moderato l’incontro, organizzato nell’ambito del festival Tempeste, con l’autore Claudio De Martino (che ha scritto il libro assieme a Emiliano Moccia) e con Giuseppe Gagliardi.
 
«Le stazioni sono dei non luoghi», ha sottolineato Giuseppe Gagliardi, dove tutti passiamo velocemente senza prestare attenzione a quel che ci circonda. Releghiamo i contorni sfocati dei corpi dei clochard nell’angolo della nostra visuale perché se non li vediamo allora possono continuare a non esistere. Continuiamo così a nutrire lo stigma della colpa e della vergogna, il pregiudizio per cui “se sono lì qualcosa l’avranno fatta o non avranno fatto abbastanza”.
 
I Fratelli della Stazione combattono questi luoghi comuni raccogliendo invece le loro testimonianze, cercando di aiutare chi è stato dimenticato persino da Stato e Istituzioni. Così, in questi anni di attività, hanno avviato un Help Center e hanno realizzato - facendo rete con la parrocchia di Sant’Alfonso - un dormitorio (finanziato anche grazie ai proventi della vendita del libro) dove sono accolti decine di senzatetto. Adesso, invece, si stanno spendendo per un centro diurno perché sino ad ora tutte le politiche sono solo state di stampo assistenzialistico senza puntare alla reintegrazione nel tessuto sociale di chi, per qualsiasi motivo, si ritrova a non avere più una residenza e, conseguentemente, a essere spogliato dei diritti a essa connessi.
 
Conosciamo così storie tragiche come quella di Marian, uno dei migliori amici di Claudio De Martino (come lui ha affettuosamente ricordato), un uomo rumeno, un ingegnere che tuttavia lavorava come bracciante e che d’un tratto è scomparso. È stato ritrovato per caso 6 mesi dopo, morto, in un casolare sperduto. Storie di riscatto come quella di Giulio, un ragazzo rumeno che hanno conosciuto quando aveva 16 anni e che dopo un anno e mezzo è riuscito a trovare lavoro, una casa, ad abbandonare la strada. Non l’ha ovviamente dimenticata e per un po’, prima di trasferirsi nei pressi di Bologna, ha aiutato i Fratelli della Stazione. Conosciamo anche il simpatico aneddoto su Antonio Barbone, senzatetto immaginario candidato alle elezioni comunali foggiane qualche anno fa che, dopo aver suscitato l’interesse della stampa nazionale che inizialmente aveva creduto alla sua esistenza, ha ottenuto più voti di Forza Nuova.
 
Claudio De Martino e Giuseppe Gagliardi fanno apparire semplice, finanche divertente, quello che in realtà è un prezioso atto di impegno sociale, di carità e quindi di amore verso il prossimo, di profondo rispetto verso la dignità umana. Dare un nome e una voce a coloro che abitano sull’ombroso binario zero, ricordare le loro storie, significa - come detto da Marino -  lavorare per «recuperare una dimensione collettiva dell’agire a fronte di un individualismo imperante».
 
 
Tempo di lettura: 1’ 40’’

Attribuzione - Non commerciale

   

Inserisci un commento


Fasano social







Commenti recenti

  • pastore giovanni

    "NON MI SENTO PIU' RAPPRESENTATO DA NESSUNO E PER QUESTO NON ESPRIMERO' IL MIO VOTO".Questa dominante scelta,cosciente e ragionata,di molti...

    Mostra articolo