Vendola: lettera sull'inchiesta sanita'

di Elia Rocco lunedì, 10 agosto 2009 ore 16:54
Il presidente della Regione scrive una lettera aperta al pm Digeronimo. Mancino chiede di aprire una pratica a tutela del pm.

Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola

BARI - “L’amore per la verità non mi consente più di tacere”. Comincia così la lettera aperta del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola indirizzata al pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia Desirè Digeronimo che sta indagando sul presunto intreccio tra politica e affari in ambito sanitario.
Secondo Vendola l’inchiesta sta diventando “lo strumento di una campagna politica e mediatica” che mira a colpirlo pur non essendo accusato di nulla. Inoltre evidenzia quattro anomalie nella conduzione dell’indagine, tra cui la decisione del pm di non astenersi dalla stessa nonostante "la sua rete di amici e parenti". Critica anche la sua “incredibile spettacolarizzazione”, tanto da spostare l’attenzione dal “cosiddetto sistema Tarantini”, imprenditore barese coinvolto nello scandalo delle escort.
A questo appello, non potevano mancare reazioni di polemica e di sostegno. Tempestiva l’indignazione da parte del ministro per i Rapporti con le regioni Raffaele Fitto per le “pesanti allusioni” che mirano a “ledere l’immagine e la serenità di chi sta svolgendo le indagini”. Parole giudicate come “atto di arroganza” dal sindaco di Bari Michele Emiliano che rivendica la lettera come “l’atto spontaneo di un soggetto che si sente colpito ingiustamente”. Appoggio a Vendola anche dall’assessore regionale ai Lavori pubblici, Fabiano Amati che afferma che i reati di corruzione di cui si parla nell’inchiesta del pm non hanno attinenza con l'attività della procura antimafia e quindi il fascicolo dovrebbe passare alla procura ordinaria.
In seguito, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Nicola Mancino ha chiesto alla prima commissione di valutare l'eventuale apertura di una pratica a tutela del pm di Bari. Decisione che ha fatto “felice” Vendola che rincara la dose, parlando di “servizi deviati”. Dure le reazioni del presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri e del presidente del gruppo consiliare di An-Pdl alla Regione Puglia Roberto Ruocco che chiedono le sue dimissioni. Interviene con un’altra lettera, il vice presidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, criticando il governatore pugliese per la scelta di scrivere al proprio giudice. Critico anche Gianni Di Cagno: secondo l’ex componente del Csm, Vendola avrebbe dovuto presentare un esposto al Consiglio superiore della magistratura.
Nel frattempo alcuni esponenti del Pd regionale hanno inviato un appello al Pd nazionale, in cui chiedono che “vengano attivati gli organi di democrazia interna”.

Attribuzione - Non commerciale

   

Inserisci un commento


Fasano social







Commenti recenti

  • meoli fede

    Perché tra gli artisti intervenuti in particolare mi è simpatico Piero Ciakky? soprattutto perché ha fatto esperienza nel settore dell’animazione...

    Mostra articolo