Inchiesta sulla sanita' a Bari: nel 'sistema' Tarantini sarebbe coinvolto anche un fasanese

di Redazione Go Fasano venerdì, 6 novembre 2009 ore 20:22

Si tratta di un ortopedico in servizio a Ostuni.

L'imprenditore barese Giampaolo Tarantini

BARI – Favori in cambio di acquisti di materiale sanitario. Avrebbe funzionato in questo modo il presunto sistema finito sotto la lente di ingrandimento degli investigatori dal 2001, così come accertato in una delle tante inchieste sulla sanità barese: regali e favori a medici e dirigenti sanitari compiacenti in cambio della dichiarazione di “infungibilità” ed “unicità” delle protesi commercializzate dalle società di Giampaolo e Claudio Tarantini. In questo sistema sarebbe coinvolto anche un medico fasanese, in servizio presso l’ospedale di Ostuni.
Ieri il pm della Procura presso il Tribunale di Bari, Roberto Rossi, nella prima delle inchieste in cui sono rimasti coinvolti i Tarantini, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti dei due fratelli imprenditori e del coordinatore regionale del movimento politico “La Puglia prima di tutto” Salvatore Greco. Secondo l’accusa Greco – che è indagato per associazione per delinquere e concorso in falso – sarebbe stato socio occulto di una società gestita dai Tarantini e avrebbe fatto loro da garante politico, approfittando della propria posizione all’epoca di consigliere regionale dell’Udc, per convincere medici, vertici di Asl e ospedali, ad acquistare direttamente dalle società dei Tarantini. Il che avrebbe procurato, secondo l’accusa, “sproporzionati aumenti di fatturato” alle società che facevano capo ai Tarantini. Guadagni che sarebbero, sempre secondo il pm, stati realizzati con atti corruttivi nei confronti di pubblici ufficiali e dirigenti, funzionari e impiegati amministrativi delle Asl, dirigenti medici ed altri.
Nell’indagine, infatti, sono coinvolte in totale 23 persone, tra cui alcuni medici che sarebbero stati corrotti dai fratelli Tarantini con favori, viaggi, buoni benzina, soldi in cambio dell’acquisto di protesi e attrezzature ospedaliere.
Tra gli indagati figura anche il medico fasanese Francesco Loconte, 59 anni, ortopedico presso l’ospedale di Ostuni.
I fatti a cui fa riferimento l’inchiesta risalirebbero al periodo compreso tra il 2003 ed il 2006.

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