Risvegliamo le coscienze, ricordando gli ultimi. Buona Pasqua da GoFasano!

di Marco Mancini domenica, 1 aprile 2018 ore 00:00

Il messaggio della redazione e dell'editore

PASQUA - 15 morti e 1400 feriti. Lanci di molotov e spari di cecchini. E’ così che è cominciata l’altro giorno, venerdì 30 marzo, la Pasqua ebraica nella striscia di Gaza. Sembrerebbe una notizia di tutti giorni, uno di quei titoli ai quali siamo ormai abituati da tempo, ed il guaio è esattamente questo: l’abitudine che, insinuatasi dentro di noi, si è fatta strada facendoci accettare la morte per mano dell’uomo come normalità, le guerre come un bene fisiologico, il sangue versato come un atto necessario. Sembrerebbe una notizia di tutti giorni, e in fondo forse lo è anche. Basti pensare che dal 2009 al 2017 (dato relativo a Settembre dello scorso anno), in questa lunga ed interminabile guerra hanno perso la vita circa 2700 persone.
 
Il torpore nel quale le nostre coscienze si sono addormentate, mentre leggiamo questi numeri, è disarmante. La non reazione, il non sdegno, la non preoccupazione di fronte a questi dati dovrebbe indurci a pensare che essere nati dalla parte “giusta” del mondo non giustifica, e non dovrà mai farlo, tutto questo come normale. E’ Pasqua quando i primi si ricordano degli ultimi. E’ Pasqua quando gli ultimi si siedono alle stesse tavole dei primi, e con essi condividono il pane. E’ Pasqua quando non esistono più gli ultimi, ed i primi imparano a riconoscersi in un’unica razza, quella umana, ed in un’unica terra, il mondo.
 
Nell’augurarci buona Pasqua, noi che abbiamo la possibilità di festeggiarla al sicuro, nelle nostre case e senza il rischio che la guerra ci strappi quello che di più caro abbiamo, assumiamo un impegno, proviamo a farlo: a non assopirci più nell’abitudine dei giorni, a saper risvegliare le coscienze. A farle risorgere, come quel Cristo risorto che buona parte di noi, oggi, festeggia vittorioso sulla morte.
 
«Il Signore era schierato con i poveri, con gli ultimi, con gli emarginati, con i peccatori, con le prostitute. Tant'è che andavano dietro di lui e li convertiva, li cambiava, diceva che c'è spazio per tutti. Guardate invece il nostro tipo di società: quando uno sbaglia, non c'è santi! Non trova più accoglienza né in cielo né in terra! E qualche volta anche nella Chiesa viene emarginato per sempre!». (Don Tonino Bello)
 
Impariamo a non emarginare, a ricordarci degli ultimi e non solo di quelli di Gaza: proviamo a farli diventare primi, e proviamo a farlo per primi. Primi come noi, che non l'abbiamo chiesto ma che - fortunatamente - ci è solo capitato: non abbiamo mai forse capito però, quanto grande sia questo immenso privilegio che non a tutti è stato donato.
 
Auguri di buona Pasqua a tutti, da parte della redazione di GoFasano.it.
 

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