Rimpasto di Giunta, il sindaco Zaccaria prende tempo. Ma i tre consiglieri non cedono

di Marco Mancini lunedì, 23 aprile 2018 ore 05:30

Non cedono Fanelli, Pagnelli e Zizzi alle richieste del primo cittadino

EDITORIALE - Il primo cittadino Francesco Zaccaria prende tempo. A seguito del cambio degli equilibri tra maggioranza e opposizione e della riconsegna nelle sue mani delle deleghe del "quasi dimissionario" assessore al Patrimonio, Leonardo Deleonardis, il sindaco si ritrova davanti ad un bivio: lasciare la situazione così com'è, mantenendo in Giunta un assessore - quello alle Opere Pubbliche, Annarita Angelini - che ha perso il suo consigliere di riferimento, Vito Bianchi, oppure effettuare un rimpasto che vedrebbe proprio fuori l'assessore espressione del movimento "In Comune". Il consigliere Bianchi, è bene ricordarlo, ha nell'ultimo Consiglio comunale abbandonato i banchi della maggioranza su tematiche importanti come bilancio e opere pubbliche votando contro ed esprimendosi con parole dure nei confronti dell'Amministrazione.
 
Il vero problema nasce nel momento in cui i tre consiglieri di opposizione che costituiranno il nuovo gruppo ed entreranno - a precise condizioni - in maggioranza (Vittorio Fanelli, Tonio Zizzi e Antonio Pagnelli), propongono al primo cittadino una figura maschile che dovrebbe sostituire l'assessore di "In Comune". Ciò non è possibile per la regola delle "quote rosa", poiché la figura dovrebbe essere femminile e quindi questo vorrebbe dire "far fuori" anche un secondo assessore (di genere maschile) per rispettare quello che la legge prevede e le intenzioni del nuovo gruppo. Chi andrebbe a ricoprire la quota rosa allora? Nel rispetto della "regola dei numeri" potrebbe essere Manuela Sibilio, in quota Partito Democratico, nome che affiancherebbe l'altro nuovo assessore, espressione del nuovo gruppo, e sulla cui identità si mantiene ancora il massimo riserbo. La Sibilio è la prima dei non eletti, di genere femminile, avendo totalizzato 165 preferenze alle scorse elezioni all'interno della lista del PD.
 
E' su questo punto che la riflessione di Zaccaria chiede, ai consiglieri candidati ad entrare in maggioranza, ancora del tempo. Qual è l’assessore, di genere maschile, che cederebbe il posto in cambio di un’eventuale allargamento di maggioranza? Uno tra Maringelli, Deleonardis e l’attuale assessore al bilancio Cisternino, nonché vicesindaco. Bella gatta da pelare effettivamente, analizzando le tre ipotesi. Deleonardis, "semidimossionario", sarebbe la scelta più facile ma è anche vero che ha un bacino di voti pari a 452 preferenze, essendo stato il più suffragato della lista "Fasano 2016". Tra l'altro, la sua mossa, ha fatto storcere il naso al primo cittadino che non ha rifiutato le "quasi dimissioni", rimandando le sue decisioni a non si sa quando. Maringelli, assessore "tecnico", che però ha alle spalle un lungo percorso politico svolto proprio al fianco del sindaco Zaccaria. Giovanni Cisternino, invece, è anche vicesindaco e rappresenta la frazione più grande della città: verò è, però, che con l'ingresso del nuovo gruppo di consiglieri in maggioranza, sarebbe proprio Pezze di Greco a goderne, in quanto si vedrebbe rappresentata in maggioranza da ben due nuovi consiglieri di spessore quali Vittorio Fanelli e Tonio Zizzi. Non va dimenticato che Cisternino è stato più volte contestato, attaccato, e "vittima" di due mozioni di sfiducia (documenti con i quali, secondo il regolamento, si chiedeva al sindaco la revoca delle deleghe assessorili) puntualmente respinte.
 
E' il primo cittadino che ha chiesto un passo indietro ai consiglieri, chiedendo loro di indicare un nome di genere femminile e chiudere la partita, ma i tre non intendono cedere e chiedono al sindaco di prendere le dovute scelte, quanto prima, poiché sul nome dell'assessore non hanno acconsentito a nessun tipo di trattativa. Resterebbero in opposizione, senza alcun problema, così come fatto fino ad adesso.
 
E non è di questo che ha bisogno Francesco Zaccaria, che deve invece trovare la quadra per ristabilire gli equilibri e tenere salda la maggioranza. Non può permettersi, il primo cittadino, di rischiare che altri uomini della sua squadra possano iniziare ad accusare dei "mal di pancia". Anche perchè il Maalox sembra l'abbia finito tutto quanto il centrodestra che, lasciando i dolori intestinali da parte e approfittando della situazione politica della maggioranza, ha cominciato a lavorare dietro le quinte ad una ricostruzione in senso unitario e per un nuovo progetto politico.

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