Speciale centro storico: la parola ad un altro negoziante

di Carmen Fanizza giovedì, 29 ottobre 2015 ore 07:52

Continua il reportage di Gofasano sul centro storico

SPECIALE CENTRO STORICO: PARLA LA CITTA'! - PARLA UNA RESIDENTE - PARLA UNA NEGOZIANTE - PARLA UNA GIOVANE COPPIA DI RESIDENTI

FASANO – L’inchiesta di Gofasano.it sul centro storico di Fasano continua. Il centro storico cittadino, infatti, è ormai caratterizzato da diverse criticità e i fasanesi hanno bisogno di una soluzione definitiva alle problematiche segnalate. Tutti i centri antichi dei paesi limitrofi, infatti, sono motivo di vanto e di turismo, essendo meta di turisti e forestieri e quello fasanese invece, di eguale bellezza, è per certi versi abbandonato a se stesso.

Abbiamo ascoltato Luigi Di Tano, proprietario del negozio “Ditano Pelletteria” che ci ha esposto il suo punto di vista.

Come si vive nel centro storico? 

Non è il massimo, si sta poco tranquilli.

Quali sono i problemi e le criticità che riscontrate? 

Il passaggio a tutta velocità di motorini, gli escrementi di animali ovunque. In realtà finché il negozio è aperto non ci sono problemi, è il mattino successivo che ci rendiamo conto di cosa è successo la notte precedente.

Quali sono le cause di questi problemi? 

Zero controlli, i vigili o i carabinieri passano raramente e in auto, quindi non controllano effettivamente tutto il centro storico.

Avete interpellato le istituzioni? 

Io personalmente no.

Secondo voi, quali potrebbero essere le soluzioni? 

Controllare meglio la zona, anche la sera quando noi siamo chiusi. E magari illuminare di più centro storico, quando io spengo il faro questa strada (via Santa Teresa ndr) è buia.

Condividete la nuova ordinanza relativa al traffico e alla sosta nel centro storico?

Se la rispettassero si. O meglio, chi abita nel centro storico la rispetta ma gli altri no. 

 

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  1. Pastore Giovanni 30 ottobre 2015, ore 12:49

    Erano gli anni 2012-2013 che grazie alle proposte dell'Associazione UMBRACCHIE,si parlò di valorizzazione del centro antico,di sicurezza,di telecamere di videosorveglianza,della promessa di una presenza più costante e capillare di pattuglie appiedate di vigili (così disse l'allora comandante) e della conferma della realizzazione di una nuova illuminazione pubblica.Oggi l'incrocio con le quotidiane esperienze dei residenti evidenzia una diversa e deludente realtà."Quando io spengo il faro questa strada rimane buia;le telecamere sono solo in piazzetta;se si chiamano i vigili non vengono perché dicono che non possono fare niente;le cose non sono cambiate,anzi peggiorate per disordine,confusione e paura."Sono testimonianze che in tutto questo paese,dove più e dove meno,denotano sempre più l'aumento della distanza fra cittadini e amministrazioni. È un problema che non rappresenta la triste realtà con l'uso dello stesso termine storico e antico per intravedere e circoscrivere solo una zona coincidente con la parte più antica della città.Ciò che è antico è storico,ma non tutto quello che è storico è antico perché si tratta di giudizi su tutte le opere del passato,indipendentemente dall'epoca che le ha prodotte.

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