La crescita del PIL sosterrà l’economia italiana nel prossimo futuro?

di Redazione Go Fasano mercoledì, 18 ottobre 2017 ore 18:24

Un dato più incoraggiante rispetto al passato

Dopo anni di recessione e stagnazione, nel 2017 finalmente l’Italia ha visto crescere il proprio PIL nei primi sei mesi dell’anno. L’Istat ad agosto ha infatti rilevato una crescita dello 0,4% nel secondo trimestre rispetto al precedente e del 1,5% rispetto allo stesso periodo del 2016. Si tratta del primo risultato positivo dal 2011, un risultato che ha portato a rivedere le stime per l’intero anno all’1,5% di crescita rispetto alle precedenti proiezioni dell’1,1%.

Ad ottobre le cifre sono state leggermente riviste – l’Istituto nazionale di Statistica ha abbassato a +0,3% l’incremento nel secondo trimestre – ma la previsione di crescita rimane sostanzialmente invariata sull’intero anno. Secondo gli analisti, la crescita del Prodotto Interno Lordo potrà contribuire a ridurre il deficit dell’Italia, il cui obiettivo è raggiungere il 2,1% del PIL quest’anno rispetto al 2,5% del 2016. In questo scenario di ritrovata crescita, quali sono i settori che più stanno contribuendo al momento positivo dell’economia italiana? E come si colloca la crescita del nostro paese in confronto con quella degli altri paesi europei?

Tra i comparti che più stanno contribuendo alla crescita del Pil italiano c’è sicuramente l’industria. Il “secondario” ha visto un aumento degli ordini e delle commesse, così come dei fatturati mese su mese. A settembre l’indice PMI (Markit/ADACI Purchasing Managers Index) ha fatto segnare il valore più elevato da febbraio 2011. In particolare, i comparti che stanno trainando la crescita sono la meccanica (macchinari e attrezzature), la farmaceutica, la chimica e la metallurgia. Un capitolo a parte merita l’automotive (il quale da solo rappresenta l’11% del PIL) che si avvantaggia del costante aumento delle immatricolazioni di auto negli ultimi mesi, tanto che il 2017 vedrà probabilmente raggiungere i due milioni di auto vendute, il miglior risultato dall’inizio della crisi.

Per quanto riguarda le grandi aziende, tra quelle che hanno fatto segnare le performance migliori ci sono FCA – Fiat Chrysler Automobiles, che solo a settembre ha visto incrementare le sue immatricolazioni dell’8,3% rispetto allo stesso mese del 2016, Enel che si avvantaggia della rilevante crescita nella produzione di prodotti petroliferi raffinati, e Fincantieri, che ha raggiunto l’importante accordo per il controllo dei cantieri navali francesi Stx.

La crescita del PIL è per l’Italia un evento atteso da anni, ma come si colloca il nostro paese nel contesto europeo? Di sicuro l’Italia ha agganciato il treno della crescita assieme alla Francia e alla Germania, che vantano un PIL in crescita già da anni. Le previsioni per questi Paesi sono positive – e superiori a quelle dell’Italia – anche per il futuro, con una proiezione di crescita nel 2018 dell’1,6% per la Francia e del 2,1% per la Germania. L’Italia l’anno prossimo crescerà dell’1,2%, un risultato che la colloca comunque al di sopra del Regno Unito, il quale inizia ad accusare gli effetti della Brexit e avrà un PIL in calo dall’1,6% attuale all’1%.

Per un confronto più accurato è necessario tenere in considerazione anche altri fattori oltre al prodotto interno lordo nazionale e tra questi ci sono anche gli indici che raggruppano le più importanti aziende delle varie borse nazionali. In Italia, l’indice principale è l’indice Italia 40 che fornisce previsioni sulle quotazioni FTSE MIB, che raggruppa le 40 azioni più scambiate a Piazza Affari, e fornisce un quadro generale sull’andamento delle principali aziende di un paese.

Se per l’Italia si prospetta un futuro positivo a breve termine, per quanto riguarda le previsioni a lungo termine non è ancora possibile tracciare un quadro affidabile. Di sicuro il peggio per l’economia italiana, come testimonia il PIL e l’indice Italia 40, sembra essere alle spalle e per gli analisti non è affatto impossibile tornare ai livelli pre-crisi entro pochi anni. Staremo a vedere.

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