La citta' dei d(i)ritti e dei fessi

di Zoo Fasano venerdì, 30 ottobre 2009 ore 20:29
Un nuovo commento dello zoo sui paradossi cittadini.

A Fasano ci sono delle realtà alla luce di tutti che però un po' tutti
fanno finta di non vedere, nella mia città c'è chi paga le sue belle
tasse mantenendo un negozio di frutta e verdura mentre a pochi
metri ci sono ambulanti che non hanno licenza, partita iva né
registratore di cassa e questi vendono meglio degli altri; nella mia
città se non hai uno straccio di casa puoi sempre alloggiare in bagni
pubblici o stabili comunali abbandonati, tranquilli nessuno capirà
niente; nella mia città ci si lamenta sempre per la crisi ma quando vai
in un ristorante esci con forti dolori di testa, lo stesso dicasi per
meccanici ed elettrauto dove per riparare cose che si riparano in pochi
minuti ti fanno lasciare l'auto per tornare più in là e trovare l'auto
riparata ed un conto salatissimo; nella mia città ci sono i divieti di
sosta e vigili che delle volte fanno dei verbali altre volte no; ci sono
strade che si rovinano per qualche pioggia e si riparano ad acqua di
rosa, così poi dopo tre mesi circa tornano le buche e si rifà una nuova
gara d'appalto...non la smetterei mai di scrivere episodi dove c'è
sempre un dritto che se la passa bene ed un fesso che ne paga le
conseguenze, ecco perché questa città non và avanti, non si sente quel
senso civico di appartenere ad un
contesto sociale che è di proprietà di tutti.

Hanry

 

Caro Hanry, viviamo nella stessa città, ma a volte preferiamo vedere
cose diverse. Nella tua c'è chi "fa finta di non vedere", nella mia chi
fa l'impossibile pur di farsi notare. Nella tua c'è solo chi si lamenta
della crisi, nella mia c'è anche chi si rimbocca le maniche. Nella tua
le strade si riparano con l"acqua di rosa", nella mia l'acqua di rosa
costa troppo. Ma questi non sono problemi, le nostre vie come cartoline
di Nairobi, il nostro "dritto" che prevarica sul "fesso" non sono la
causa del nostro mal di convivere , sono il sintomo di una questione che
va ben oltre il misero perimetro comunale. Chi vive al suo interno però,
non può esentarsi da colpe.
"Tanto lo fanno tutti", "non si combatte con i mulini a vento", chi fra
noi non ha mai pronunciato queste frasi di fronte all'opportunità di
guadagnare qualcosa in maniera più o meno lecita? Presumo pochi. "Chi ha
qualcosa da dire faccia un passo avanti e taccia", disse un giornalista
austriaco di fronte agli orrori della prima guerra mondiale, consapevole
che la prima cosa da fare per trovare una soluzione ai problemi del
mondo non fosse quella di intensificare i bombardamenti, ma di fermarsi.
Per riflettere, prima di indagare dentro di se, fondamentale passo per
cercare quel cambiamento che vorremmo vedere altrove. Altre strade non
ce ne sono. L'opportunismo, la sciatteria, il cinismo sono i più
aggressivi mali del nostro tempo, più dei tumori, più delle guerre. Per
una ragione: li consideriamo accettabili. Un compromesso da realizzare
con la nostra coscienza. Convinti che la piccola falla di disonestà che
abbiamo generato non avrà ripercussioni. Eppure, su di essa non si potrà
far altro che continuare a scavare. Fino al crollo inevitabile delle
fondamenta. Con una moralità debole non si può che costruire una civiltà
ancor più debole, ed una civiltà debole è destinata a soffrire.
Qualsiasi cosa possa tu pensare di questa lettera, il primo passo da
compiere è rimpiazzare il tuo disprezzo per quanto vedi, col desiderio
di quello che vorresti vedere, la tua rassegnazione con la pazienza, il
tuo senso di abbandono in forza di volontà. Utopica, impervia, un po'
folle, ma quella è la strada. E Tu sei il primo conducente. Forse altri
ti affiancheranno. Non è detto. Ma questa è la strada.

S.R.S.

Attribuzione - Non commerciale

   

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