Energia di domani interrogativi di ieri

di Zoo Fasano lunedì, 15 febbraio 2010 ore 19:18
Zoo Fasano chiamato a schiarire le idee sulle vicende energetiche regionali.

"Sto diventando un po' come Fantozzi: prima delle elezioni regionali,
passo ore a leggere quotidiani e a seguire tribune politiche ufficiali e
non...Il tutto per non sbagliare il mio voto. Negli ultimi tempi, però,
un particolare mi ha colpito molto. Il governatore Vendola sponsorizza a
spada tratta quanto fatto per le energie alternative in Puglia, tanto da
far diventare la nostra regione il capofila in Italia per le energie
rinnovabili (eolico e solare). Dall'altra parte della barricata, invece,
il candidato Palese dice cose diametralmente opposte, forse per
preparare il campo al Governo nazionale, che ha impugnato le leggi di
Campania, Puglia e Basilicata contro il nucleare poichè, a suo dire,
metterebbero il bastone tra le ruote alle strategie energetiche
nazionali. Chi dice la verità? Non è che le strategie del Governo, se
vincesse il centrodestra, diventerebbero per noi pugliesi più nazioanali
che nazionali? E il turismo che fine farebbe in presenza di centrali
nucleari nel nostro territorio? Insomma: è un clamoroso autogol o cosa?
In quanto animale pensante, spero in una risposta dallo Zoo"


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Caro P. perdona il cinismo, ma le "grandi opere" nascono da sempre per
difendere piccoli interessi. La follia di edificare un ponte sullo
stretto più -potenzialmente- sismico del mondo, la salatissima parcella
che i produttori della TAV ci presenteranno (5 volte superiore alla
media spagnola e francese) sono gli esempi più scontati. Sia chiaro, non
parlo da "politicamente coinvolto", in mia difesa ricordo che entrambe
le opere vengono sponsorizzate dai principali schieramenti parlamentari
(il primo a pretendere il ponte fu un certo Prodi Romano). Ma prima di
cavalcavia ed autostrade c'è una terza "meraviglia" che minaccia di
trasformare l'italia nel più grande calderone europeo di radioattività.
E pare che non importi a molti. Il premier ha esplicitamente dichiarato
che no, la puglia non verrà interessata dalle imminenti installazioni.
Salvo poi smentirsi pochi giorni dopo le elezioni. Scendendo di grado i
discorsi dei signorotti locali non sembrano di minore spessore. Eccezion
fatta per Vendola che ha fatto dell'eolico il suo cavallo di battaglia
(si percorra le due tangenziali tra brindisi e gallipoli per constatarlo
di persona) la politica diventa il solito delirante gioco dello scarica
barile e delle ambiguità. Dice il candidato Palese "no in Puglia, ma
sono favorevole", il che è un ossimoro alquanto preoccupante (vinte le
elezioni potrà coerentemente giustificare gli impianti nucleari dicendo
"è sempre stato nel mio programma"), aggiunge sibillamente il "nostro"
consigliere Scianaro "Vendola si sta rifugiando su tematiche
immaginifiche, se non metafisiche (?), quali il nucleare[...] Il
centrodestra ha votato una legge regionale nella quale si subordina ogni
decisione al consenso esplicito e preventivo delle popolazioni
interessate. " Traducendo dal politichese "in un modo o nell'altro
vedremo di infinocchiarvelo". A dar man forte non potevano mancare le
sedute di ottimismo mediatico dove il problema nucleare viene
simpaticamente liquidato con un "è sicuro/è conveniente/è il futuro".
Ora, cosa c'è di innovativo in una tecnologia vecchia di quasi 70 anni
(parlo delle centrali di ultima generazione)? quanto c'è di conveniente
nell'operazione industriale più lenta e dispendiosa che si conosca? Io
attendo risposte. Nel frattempo fatevi due conti pensando ai costi di
smantellamento che da soli raggiungono il doppio di quelli necessari per
la costruzione di un'intera centrale. Senza tener conto delle "spese
occulte". Ma queste ultime sono un problema che stiamo generosamente
donando ai nostri nipoti i quali tra 10.000 o 20.000 anni dovranno
ancora fare i conti con la nostra pupù radioattiva. Allora credete che
ringrazieranno i nostri governanti per aver costruito centrali atomiche,
o noi per non averlo impedito?

Saluti

SRS

Attribuzione - Non commerciale

   

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